martedì 23 aprile 2013

preziose affinità

Ultimamente rifletto molto su che piega dare al futuro di Maison Vivì...ci penso soprattutto quando leggo alcuni commenti super incoraggianti ai miei post, o quando incontro delle persone che hanno la capacità di leggere in modo così profondo ciò che faccio, riuscendo a coglierne l'essenza come nemmeno io riuscirei a fare.
E' come trovarsi davanti ad uno specchio per la prima volta!
e mentre mi arrovello nei pensieri e nei dubbi di questi giorni
una sera...arriva una mail... :" questo testo mi ha fatto venire in mente il tuo lavoro :)"
...e io mi sciolgo
Grazie a chi mi incoraggia a chi mi sprona, e a chi mi da sostegno per portare avanti tutto questo,
lo apprezzo tantissimo!


Che cos’è un gioiello
Bruno Munari, 1978

Un gioiello è un oggetto prezioso, un oggetto raro, qualcosa che ha un valore e non sempre un prezzo; qualcosa che ha funzioni decorative e talvolta pratiche come i famosi sigilli ad anello. 
Un gioiello con funzioni decorative ha anche un valore culturale, dipende dal livello culturale di chi lo ha progettato.
Se l’autore di un gioiello ha una buona cultura attuale, produrrà dei gioielli aventi riferimenti alle arti, a quelle che una volta erano definite come arti maggiori, a quelle forme di espressione dove nascevano gli stili.
Un gioiello gotico, un gioiello futurista, arabo, cinese, liberty, astratto.
Oppure un gioiello liberty cinese, o astratto arabo o persiano.
Tutti belli nella loro coerenza formale e materica, li vediamo nei musei dove si conservano gli archetipi.

Se l’autore del gioiello non ha cultura, produrrà sempre un oggetto a prezzo altissimo, impiegherà tutte le materie più preziose, poiché il suo pubblico è ovviamente un pubblico senza cultura, per cui può capire solo il prezzo ma non il valore.
Anzi, queste due cose, per quel pubblico, sono la stessa cosa.
Questo è un pubblico che vuol mostrare agli altri che può spendere più di tutti e l’autore di questi gioielli dirà trionfante agli amici che ha guadagnato più di tutti.
Nella civiltà del fatturato, la cultura non interessa, se non come merce vendibile ai poveri di cultura.

Un gioiello è un oggetto prezioso, ma che cosa è che lo rende prezioso?
Il metallo raro? La rarità, o meglio, l’unicità?
“Pezzo unico” si dice spesso per dare più valore ad un oggetto.
Ma il fatto che sia un pezzo unico non rende l’oggetto più prezioso: ci sono tanti pezzi unici al mondo per cui la loro unicità non apporta nessun valore.
I sassi di una spiaggia sono tutti pezzi unici.
Per qualcuno, un sasso rarissimo come forma, colore e materia, può avere un
grande valore da essere addirittura non cedibile.

Che cosa determina allora il valore?
Il materiale o l’intervento dell’autore?
Ci sono dei dipinti di grandi maestri che valgono come gioielli.
Se uno di questi dipinti fosse dipinto su seta invece che su tela, varrebbe di più?
Un disegno di artista vale di più se è su argento o su carta?
Approfittando dell’ignoranza di molta gente che vuole capitalizzare il suo denaro, sorgono, ogni tanto, potenti organizzazioni per vendere in 999.999 copie un famoso disegno su argento o su oro.
Nella civiltà del fatturato, un bravo artista che fa un bellissimo disegno su carta, fa la figura dello stupido, di uno che non sa stare al mondo, di uno che non sa nemmeno approfittare della stupidità altrui per fare soldi.

Ma insomma, questi gioielli hanno una ragione di essere?
In tutti i popoli si vede che l’ornamento è un fatto spontaneo, direi a funzione psicologica.
Alcune persone mettono un gioiello sul proprio corpo cercando accordi formali cromatici, materici, per contrasto o per analogia.
Argento e avorio su di una pelle molto abbronzata è meglio del banale oro.
Argento avorio ed una piccola piuma di uno strano uccello.
Ci sono dei materiali carichi di messaggi, evocativi, insoliti.
Accostamenti che fanno pensare o che ci collegano a mondi scomparsi, materiali non necessariamente costosissimi ma combinati, formati, assemblati con grande cultura.
Un gioiello giusto emana il suo messaggio culturale, di sensibilità, di pensiero, di comunicatività immediata tra persone della stessa tribù.

domenica 21 aprile 2013

Milano design week 2013

Eccomi qui a raccontare anche quest'anno il mio fuori e dentro salone. 
Questa volta devo dire che inaspettatamente mi è piaciuta di più la fiera, sarà che avevo uno spiccato interesse a vedere Euroluce, o forse il fuorisalone sta diventando un pochino più deludente di anno in anno...non so, ma mi sembra che ci sia di tutto un po e che le cose che veramente meritano di essere viste svaniscano in un mare di oggetti poco degni di nota.

A parte questo, piacevolissima la visita allo studio MDL di Michele De Lucchi, dove al pian terreno era ospitata anche un'esposizione di oggetti di  Produzione Privata, che spazio fantastico,  laboratorio e studio si fondono in un ambiente che dà l'idea di essere work in progress.. e poi, la gentilezza e la passione che trapelava dai racconti di chi ci ha accompagnato nella visita!

Ma la cosa che mi mi ha più stupita, e che ha un collegamento con Maison Vivì...è accaduta domenica scorsa...
Ci volevo andare da tanto per cui ho approfittato della permanenza a Milano per vedere finalmente lo studio museo Castiglioni!
A parte che vi consiglio di andarlo a visitare perchè è pazzesco stare lì dentro e sentire Giovanna che racconta in modo divertente e ironico un po della vita e del lavoro del suo papà,  vedere i prototipi di alcuni pezzi di design più famosi al mondo, come la lampada Arco, la Parentesi..lo sgabello Mezzadro...ahh bellissimo!
Comunque sia finita la visita guidata, sono rimasta un po lì a firmare il libro degli ospiti, a guardare le mille cose che ci sono un quelle stanze, e  Giovanna la figlia di Achille Castiglioni, mi passa vicina, vede uno dei miei anelli tratto-punto che indossavo in quel momento..e mi fa :" bello questo!...sì mi piace...!"


 
Al che oltre a sbarrare gli occhi dallo stupore per questo inaspettato 
e ovviamente super gradito complimento, 
mi si è stampato un mega sorriso in faccia che non va più via!











a seguito un alcune lampade...tra le mie preferite di Euroluce

ARTEMIDE 
Issey Miyake
 

 Carlotta  de Bevilacqua e Paola di Arianello


FLOS




DAVIDE GROPPI




FONTANA ARTE




FOSCARINI





INGO MAURER



VIBIA