venerdì 17 maggio 2013

forme incontrollabili


In questo piovoso venerdì 17 che riconduce anche gli animi più positivi ad una triste giornata di novembre, altro che maggio al mare(vedi post precedente)...vi voglio far vedere due prototipi che con il "rigore" e la geometria che di solito caratterizza le mie produzioni, non hanno nulla a che fare.
In un certo senso credo rispecchino un po lo stato d'animo di questo mio ultimo periodo, che è decisamente ricco di emozioni imprevedibili e a volte incontrollabili...si insomma ho un po la testa per aria...e questo inevitabilmente si riversa in quello che faccio, ma io sono anche questo :) per cui va benissimo così! 



venerdì 3 maggio 2013

Geometricamente


Maggio è uno dei miei mesi preferiti, la primavera è nel pieno della sua bellezza, 
si inizia a star fuori la sera senza doversi mettere chili di roba addosso... spuntano le prime maniche corte, i primi sandali...e per chi non ha il mare troppo lontano come me... 
iniziano le domeniche al mare :)
che voglia di mettere i piedi sulla sabbia...

Per Maison Vivì, un pò di colore...
Alluminio e campioni di policarbonato


















 buon weekend!
Vivì



















martedì 23 aprile 2013

preziose affinità

Ultimamente rifletto molto su che piega dare al futuro di Maison Vivì...ci penso soprattutto quando leggo alcuni commenti super incoraggianti ai miei post, o quando incontro delle persone che hanno la capacità di leggere in modo così profondo ciò che faccio, riuscendo a coglierne l'essenza come nemmeno io riuscirei a fare.
E' come trovarsi davanti ad uno specchio per la prima volta!
e mentre mi arrovello nei pensieri e nei dubbi di questi giorni
una sera...arriva una mail... :" questo testo mi ha fatto venire in mente il tuo lavoro :)"
...e io mi sciolgo
Grazie a chi mi incoraggia a chi mi sprona, e a chi mi da sostegno per portare avanti tutto questo,
lo apprezzo tantissimo!


Che cos’è un gioiello
Bruno Munari, 1978

Un gioiello è un oggetto prezioso, un oggetto raro, qualcosa che ha un valore e non sempre un prezzo; qualcosa che ha funzioni decorative e talvolta pratiche come i famosi sigilli ad anello. 
Un gioiello con funzioni decorative ha anche un valore culturale, dipende dal livello culturale di chi lo ha progettato.
Se l’autore di un gioiello ha una buona cultura attuale, produrrà dei gioielli aventi riferimenti alle arti, a quelle che una volta erano definite come arti maggiori, a quelle forme di espressione dove nascevano gli stili.
Un gioiello gotico, un gioiello futurista, arabo, cinese, liberty, astratto.
Oppure un gioiello liberty cinese, o astratto arabo o persiano.
Tutti belli nella loro coerenza formale e materica, li vediamo nei musei dove si conservano gli archetipi.

Se l’autore del gioiello non ha cultura, produrrà sempre un oggetto a prezzo altissimo, impiegherà tutte le materie più preziose, poiché il suo pubblico è ovviamente un pubblico senza cultura, per cui può capire solo il prezzo ma non il valore.
Anzi, queste due cose, per quel pubblico, sono la stessa cosa.
Questo è un pubblico che vuol mostrare agli altri che può spendere più di tutti e l’autore di questi gioielli dirà trionfante agli amici che ha guadagnato più di tutti.
Nella civiltà del fatturato, la cultura non interessa, se non come merce vendibile ai poveri di cultura.

Un gioiello è un oggetto prezioso, ma che cosa è che lo rende prezioso?
Il metallo raro? La rarità, o meglio, l’unicità?
“Pezzo unico” si dice spesso per dare più valore ad un oggetto.
Ma il fatto che sia un pezzo unico non rende l’oggetto più prezioso: ci sono tanti pezzi unici al mondo per cui la loro unicità non apporta nessun valore.
I sassi di una spiaggia sono tutti pezzi unici.
Per qualcuno, un sasso rarissimo come forma, colore e materia, può avere un
grande valore da essere addirittura non cedibile.

Che cosa determina allora il valore?
Il materiale o l’intervento dell’autore?
Ci sono dei dipinti di grandi maestri che valgono come gioielli.
Se uno di questi dipinti fosse dipinto su seta invece che su tela, varrebbe di più?
Un disegno di artista vale di più se è su argento o su carta?
Approfittando dell’ignoranza di molta gente che vuole capitalizzare il suo denaro, sorgono, ogni tanto, potenti organizzazioni per vendere in 999.999 copie un famoso disegno su argento o su oro.
Nella civiltà del fatturato, un bravo artista che fa un bellissimo disegno su carta, fa la figura dello stupido, di uno che non sa stare al mondo, di uno che non sa nemmeno approfittare della stupidità altrui per fare soldi.

Ma insomma, questi gioielli hanno una ragione di essere?
In tutti i popoli si vede che l’ornamento è un fatto spontaneo, direi a funzione psicologica.
Alcune persone mettono un gioiello sul proprio corpo cercando accordi formali cromatici, materici, per contrasto o per analogia.
Argento e avorio su di una pelle molto abbronzata è meglio del banale oro.
Argento avorio ed una piccola piuma di uno strano uccello.
Ci sono dei materiali carichi di messaggi, evocativi, insoliti.
Accostamenti che fanno pensare o che ci collegano a mondi scomparsi, materiali non necessariamente costosissimi ma combinati, formati, assemblati con grande cultura.
Un gioiello giusto emana il suo messaggio culturale, di sensibilità, di pensiero, di comunicatività immediata tra persone della stessa tribù.